Claudio Parodi



Claudio Parodi Trieste, Italy: "Feedback" Sound
cla.parodi@libero.it


Banyan Presentations and Workshops:

23-01-04 Fifo Festival Tahiti

24-02-04 Oceania Center USP Suva Fiji

09-03-04 Pondok Pekak Library Ubud Bali Indonesia

22-3-04 MAF Bangkok 2004

07-9-04 Künstlerhaus Bethanien

The core of the work is the contrast between the slow video loop and the huge variety of sounds from electronics. Audience, as the room is completely dark, can have only a light suggestion of musician's activity, who is sitting at a table enlighted only by the video. One can say that the icon of the musician on stage is almost erased.

A: If i understand you right, the feedback sound should be played parallel to the visual animation.
C: Correct. But both video and sound can be switched on one day before...

Claudio Parodi has a classical training as a pianist. Since more then ten years he plays also self-built or self-modified electronics, and more recently some non-western reeds. Many collaborations with many musicians, dancers, poets, actors, painters and video-makers.

Nasco pianista, e ancora lo sono. Ciò che mi ha distolto da una brillante carriera come concertista è stato un seminario con Barre Phillips una decina di anni fa. Conoscevo e amavo i dischi di Barre, ma direttamente da lui ho ricevuto la fascinazione per la libera improvvisazione, e ho dissennatamente deciso di dedicarmici completamente (salvo sporadiche eccezioni come compositore e una come arrangiatore, ma in realtà le cose sono tutt’altro che incompatibili, questione dello spirito con il quale le si approccia). Quindi il mio lavoro in solo e con gli altri musicisti è totalmente improvvisato (con un distinguo che scoprirete nell’ultima risposta), senza il minimo accenno di gerarchia. La mia strumentazione ha naturalmente subito mutazioni. All’inizio pretendevo di suonare solo il pianoforte, che spesso era in condizioni pessime o non c’era proprio. Obbligatorio quindi l’acquisto di un pianoforte digitale, con un primo avvicinamento al mondo dell’elettronica (altri preset e detuning). Contemporaneamente prestito-furto di un campionatore Casio SK5, e in questo caso un concerto di Mike Cooper con Viv Corringham mi ha fatto scoprire le potenzialità di un poco-più che giocattolo. In un periodo di isolamento da altri musicisti e di ricerca di stimoli esterni ai miei strumenti ho acquistato per quattro soldi Kurzwellen di K. Stockhausen, in cui i cinque musicisti dovevano reagire a quello che casualmente appariva su cinque radio a onde corte. Eccomi alle prese con uno e poi due radioregistratori, cassette, pianoforte (digitale o/e acustico), campionatore e per finire strumenti a fiato etnici. Una stagione di sana follia a montare e smontare chilometri di cavi. Ma dopo un po’ ho avuto la sensazione che tutti quei mezzi a disposizione mi distogliessero dal suonare e fossero una inutile dimostrazione di potenzialità. Divisione delle strumentazioni. Pianoforte acustico o digitale, senza o con campionatore. Ogni tanto gli strumenti a fiato fanno capolino. I radioregistratori sono diventati quattro, uno in feedback, cassette infinite, ritrovamenti e prestiti-furti di effetti, campionatore, insomma, cheap electronics. Già era nell’aria, ma con soli due acquisti feedback. Ultimamente uso una sola radio come cassa di risonanza per un microfono a contatto. Tutte queste strumentazioni hanno le loro situazioni preferenziali, e la novità è sempre dietro l’angolo.